Abodi alla cerimonia presso il Sacrario Militare di Cima Grappa

Il Ministro Abodi ha preso parte alla tradizionale cerimonia militare e religiosa, definita come “l’Annuale Pellegrinaggio delle Genti Venete sul monte sacro alla Patria”, presso il Sacrario di Cima Grappa.

L’appuntamento riunisce istituzioni e rappresentanze civili, militari e religiose in uno dei luoghi simbolo della memoria della Grande Guerra, dove riposano oltre 23.000 caduti degli eserciti che combatterono sul Massiccio tra il 1917 e il 1918, nonché luogo significativo della Resistenza durante la Seconda Guerra mondiale. Il Pellegrinaggio affonda le proprie radici nella tradizione inaugurata il 4 agosto 1901 dal Cardinale Giuseppe Sarto, allora Patriarca di Venezia e futuro Papa Pio X, con la consacrazione del Sacello della Madonna del Grappa.

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Insieme al Ministro Abodi erano presenti, tra gli altri, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, la Sottosegretaria di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Mara Bizzotto, il Generale di Corpo d’Armata Franco Federici, il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, il Prefetto di Treviso Angelo Sidoti, oltre a sindaci, amministratori locali, autorità civili, militari e religiose, rappresentanze combattentistiche e d’Arma e una delegazione della Repubblica d’Austria.

La presenza congiunta delle istituzioni italiane e della delegazione austriaca ha ribadito il valore del Monte Grappa quale luogo di memoria condivisa europea e simbolo dell’impegno per la pace e la riconciliazione tra i popoli.

La cerimonia si è articolata negli onori militari, nella deposizione delle corone commemorative, negli interventi delle Autorità e nella celebrazione eucaristica officiata da Mons. Liberio Andreatta. Particolarmente significativo il trasferimento sul Monte Grappa della Croce Astile del Giubileo del 2000, benedetta da San Giovanni Paolo II e portata negli anni fino al Polo Nord, al Polo Sud e sulla vetta del K2, quale simbolo universale di fede, speranza e fraternità.

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Il Ministro:

Cima Grappa è uno dei luoghi nei quali la memoria della nostra Nazione si consolida definitivamente, predisponendo alla consapevolezza e alla responsabilità. La cerimonia odierna è stata per me una preziosa occasione per conoscere e apprezzare questo Sacrario che custodisce la tomba del Maresciallo d’Italia Gaetano Giardino e le spoglie di oltre ventiduemila caduti italiani e austro-ungarici, e rappresenta non soltanto il simbolo del sacrificio di un’intera generazione, ma anche un potente messaggio di riconciliazione tra i popoli, ricordando a tutti noi che la pace, la libertà e la democrazia non sono conquiste scontate, ma valori da custodire, difendere, nobilitare, rispettare e trasmettere, soprattutto ai più giovani. La memoria non appartiene soltanto al passato, è un investimento sul futuro e uno straordinario strumento dell’educazione civica che va ‘allenata’ costantemente. Lo sport condivide gli stessi principi che animano il servizio alla Repubblica: disciplina, lealtà, correttezza dei comportamenti, spirito di squadra e senso del dovere. Non è un caso che il Monte Grappa sia oggi anche una meta simbolica per tanti sportivi, escursionisti e ciclisti. Salire fin quassù significa misurarsi con la fatica, ma anche comprendere il valore del sacrificio di chi, su queste montagne, ha costruito la nostra libertà. Si arriva in cima come atleti e si riparte come cittadini più consapevoli. Per questo il Governo, che rappresento per la delega che mi è stata attribuita anche alla Struttura di missione per gli anniversari nazionali, è impegnato non solo a custodire, ma anche a valorizzare i luoghi della memoria nazionale. Con il restauro e la riqualificazione del Sacrario Militare di Cima Grappa, insieme agli interventi previsti ad Asiago e alla Casa della III Armata vicino al Sacrario di Redipuglia, stiamo dando concretezza al progetto del Memoriale diffuso della Grande Guerra. Vogliamo restituire piena dignità a questi luoghi e renderli sempre più accessibili, anche attraverso strumenti innovativi capaci di parlare il linguaggio delle nuove generazioni, affinché la memoria continui a vivere e a formare cittadini consapevoli, nel segno della pace, della riconciliazione e dell’identità nazionale