Servizio civile universale, Ministro Abodi: i dati confermano che la direzione intrapresa è quella giusta, senza perdere contatto con le origini
Il punto di vista di quasi 9mila giovani: esperienze umane e partecipazione civica, sviluppo di competenze e maggiori prospettive di lavoro
Roma, 14 settembre 26 - Sviluppo delle competenze, maggiori prospettive di inserimento nel mondo del lavoro e una più forte partecipazione civica, arricchita da profonde esperienze umane. Sono questi alcuni dei principali risultati dell’esperienza di Servizio Civile Universale che emergono dalla seconda indagine promossa dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, attraverso il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale, a oltre dodici mesi dalla conclusione dei progetti.
Realizzata alla fine del 2025, l’indagine ha coinvolto 8.975 giovani, pari al 17,4% dell’universo di riferimento, offrendo un quadro significativo degli effetti che il Servizio civile universale produce sulla vita sociale e civica dei partecipanti. L’adesione a un’indagine rivolta a giovani che hanno concluso il servizio da oltre un anno rappresenta, inoltre, un elemento di particolare interesse e conferma il legame che questa esperienza continua a mantenere nel tempo con chi l’ha vissuta.
«Il Servizio civile universale è un’esperienza che lascia un segno concreto nei ragazzi e nelle ragazze che decidono di dedicare un anno della loro vita al servizio della comunità e, allo stesso tempo, permette a ognuno di loro di mettere alla prova le proprie capacità e di acquisire o consolidare competenze», dichiara Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani. «I risultati di questa indagine ci confermano che questa opportunità può diventare un patrimonio utile anche nel percorso successivo, sia sul piano lavorativo e professionale, che su quello della partecipazione civica. Il dato sulla riserva nei concorsi pubblici, voluto fortemente da questo Governo, e quello sulla crescita dei contratti a tempo indeterminato al termine dell'esperienza del Servizio, sono particolarmente significativi, ma altrettanto importante è la maggiore consapevolezza che questi ragazzi acquisiscono del proprio ruolo nella società».
Tra gli elementi più rilevanti dell’indagine emerge l’utilizzo della riserva del 15% dei posti nei concorsi pubblici, introdotta dalla legge n. 74 del 21 giugno 2023 per valorizzare l’esperienza maturata nel Servizio civile universale e consentire alla Pubblica Amministrazione di acquisire le sensibilità e il senso civico dei Volontari. A poco tempo dall’introduzione della norma, l’85% degli intervistati dichiara di conoscerla, mentre il 13% ha già fruito della riserva partecipando a concorsi nella pubblica amministrazione. Tra i 1.181 giovani che hanno dichiarato di averne usufruito, 302, pari al 25,6%, sono risultati vincitori del concorso per il quale avevano utilizzato la riserva.
L’indagine evidenzia anche segnali positivi sul fronte dell’inserimento lavorativo. Nel 2025, a un anno dalla conclusione dell’esperienza di Servizio civile, il 46% dei rispondenti dichiara di trovarsi in una condizione lavorativa. Parallelamente, si riduce in modo significativo la quota di giovani inattivi, che passa dal 3% rilevato nel 2024 allo 0,4% nel 2025. Anche la tipologia dei contratti evidenzia un’evoluzione positiva, con una diminuzione delle forme di lavoro più precarie. Si riducono infatti i contratti a tempo determinato, quelli occasionali e le collaborazioni professionali senza partita IVA, mentre i contratti a tempo indeterminato aumentano dal 13,5% del 2024 al 18,1% del 2025.
Nella percezione dei giovani, lo sviluppo delle competenze si conferma uno dei principali risultati dell’esperienza di Servizio civile universale. Quasi il 72% degli intervistati ritiene che le competenze acquisite durante il servizio siano utili ad aumentare le proprie opportunità di trovare un lavoro. Un dato che sottolinea il valore dell’esperienza non solo intesa come impegno sociale, ma anche come occasione di crescita e orientamento in vista dell’ingresso nel mondo del lavoro.
La cittadinanza attiva resta un altro elemento centrale dell’esperienza. Per il 35,8% dei giovani che hanno partecipato all’indagine, il Servizio civile ha contribuito a sviluppare una maggiore consapevolezza del ruolo dei cittadini nel miglioramento delle condizioni di vita della propria comunità. Per il 29,5%, invece, l’esperienza ha favorito una maggiore partecipazione ad attività di solidarietà e di sostegno alle persone in difficoltà. Rispetto alle tradizionali attività di solidarietà, i dati evidenziano inoltre una crescita significativa delle azioni rivolte alla promozione e alla tutela dei diritti dei cittadini, a conferma della capacità del Servizio civile di ampliare nel tempo le forme di partecipazione e di impegno civico dei giovani.
Il report: https://www.politichegiovanili.gov.it/servizio-civile/servizio-civile-in-cifre/rapporto-esiti-2025/