Abodi: ricordare oggi e sempre Paolo Borsellino impone una continua assunzione di responsabilità
“Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”, Paolo Borsellino
«Ripenso alle 16:58 di quel 19 luglio 1992, alle immagini di quel pomeriggio che arrivavano da Palermo, le emozioni che diventavano reazione, rendendo doloroso e insopportabile quanto successo a via D’Amelio. La vita di Paolo Borsellino frantumata da una criminale esplosione mafiosa, 57 giorni dopo quella che spezzò la vita del collega e amico Giovanni Falcone, in una giornata che poteva essere come tante altre ed è invece diventata il simbolo del martirio di un grande italiano, un uomo giusto e un magistrato esemplare, il simbolo dell’intransigenza nei confronti delle cosche mafiose e dell’illegalità in tutte le sue forme. Con lui persero la vita anche gli agenti di scorta Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi e Claudio Traina. Ricordare oggi e sempre Paolo Borsellino impone una continua assunzione di responsabilità, di costante ricerca della verità dei fatti nella loro dimensione ancora sconosciuta, la costanza nell’impegno di trasformare la memoria in progetti concreti e opportunità per i giovani. Coinvolgere i ragazzi e le ragazze, specialmente nelle aree più disagiate, serve a costruire una forte "difesa immunitaria sociale" contro la criminalità; utilizzare lo sport come strumento di riscatto e di occupazione di spazi che altrimenti sarebbe utilizzati dalla malavita e segnati dalla solitudine, impegnandoci nella realizzazione di presidi educativi come il Centro Sportivo Borsellino proprio a Palermo, per allontanare i giovani dalla strada. Allo stesso modo il Progetto “Generazione 57” unisce i giovani di tutta Italia per riflettere sui 57 giorni che separano la strage di Capaci da quella di Via D'Amelio. Perché ricordare non è solo un fatto di memoria, è una un’eredità che dobbiamo tramandare perché il sacrificio di Paolo Borsellino e degli altri martiri della mafia sia di esempio per un’Italia più libera, umana e giusta», così il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, in un post su X.